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Previsioni per l’Andamento del Mercato Immobiliare nel 2024: Un Anno di Transizione con Ottimismo e cautela

Febbraio 15, 2024 da Marco Farinella Lascia un commento

Il 2024 si profila all’orizzonte come un anno di transizione per il mercato immobiliare, caratterizzato da aspettative ottimistiche ma intrise di cautela. Diversi fattori influenzeranno la dinamica del settore, e analizziamoli insieme per comprendere cosa ci aspetta.

Andamento del Mercato Immobiliare nel 2024

1. Influenza dell’Inflazione e dei Tassi di Interesse Mutui

Il quadro economico vede una discesa dell’inflazione e dei tassi di interesse per i mutui. Questo, in teoria, dovrebbe favorire un ambiente più accessibile per chi desidera accedere al mercato immobiliare. Tuttavia, la cautela è d’obbligo, poiché il mercato si presenta in salute ma con qualche incertezza.

2. Stabilità dei Prezzi e Variazioni per Categorie Specifiche

I prezzi degli immobili dovrebbero mantenersi stabili nel complesso, ma con alcune variazioni significative. Si prevede una diminuzione per gli immobili popolari e di grandi metrature, soprattutto in periferia. D’altro canto, ci sarà un aumento dell’offerta, con un +5% nello stock di case in vendita che se confermato potrebbe portare ad una maggior concorrenza tra proprietari di casa a svantaggio dei prezzi.

3. Domanda per la Prima Casa e Richieste Qualitative

La domanda di immobili per l’acquisto della prima casa dovrebbe rimanere stabile, mentre si evidenzia una crescente richiesta di abitazioni qualitative e sostenibili dal punto di vista ambientale. Gli acquirenti saranno sempre più attenti agli aspetti “green” delle proprietà.

4. Ritorno degli Investitori per Affitti Brevi

Un punto di interesse sarà il ritorno degli investitori nel settore degli affitti brevi. La messa a reddito di immobili destinati a questa tipologia di locazione potrebbe rivelarsi una scelta attraente, alimentando un mercato che negli ultimi anni ha mostrato una notevole vitalità.

5. Tempi Medi di Vendita e Compravendite Stimabili

I tempi medi di vendita subiranno un lieve aumento, attestandosi a circa 4,3 mesi. Si prevedono tra 650.000 e 680.000 compravendite complessive nel corso del 2024, confermando un mercato dinamico ma con una leggera variazione negativa rispetto agli anni precedenti. (780.000 compravendite nel 2022 e 680.000 compravendite nel 2023).

Conclusione Andamento del Mercato Immobiliare nel 2024

In conclusione, il 2024 si configura come un anno transitorio, anticipando un 2025 che si prevede possa portare ulteriori miglioramenti e stabilità al mercato immobiliare. La cautela è la parola d’ordine, ma l’ottimismo rimane radicato nella solidità del settore. Restiamo in attesa degli sviluppi, consapevoli che le sfide attuali possono aprire la strada a un futuro più promettente.

In un panorama immobiliare in evoluzione, l’anno 2024 offre una finestra di opportunità che non possiamo ignorare. Se hai pensato di vendere la tua proprietà, questo è il momento ideale per agire.

Con i prezzi che si mantengono stabili, un aumento nell’offerta di case e una persistente domanda per le prime abitazioni, le condizioni sono favorevoli per chiunque sia pronto a intraprendere questa avventura.

Perché aspettare quando l’opportunità è adesso?

La tua proprietà ha il potenziale per brillare in questo mercato in evoluzione, e noi siamo qui con i nostri protocolli operativi collaudati da anni, per aiutarti a sfruttare al massimo questa opportunità unica. Il ritorno degli investitori per gli affitti brevi potrebbe aggiungere un valore significativo alla tua casa soprattutto se di metrature inferiori ai 100mq.

Non perdere tempo:

Se hai considerato di mettere in vendita la tua casa, non c’è momento migliore di ora. Contattami immediatamente per una consulenza personalizzata e scopri come massimizzare il valore della tua proprietà nel 2024

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Superbonus 2024: Cosa Cambia per Chi Vende?

Gennaio 16, 2024 da Marco Farinella Lascia un commento

Ultimamente, ho esplorato con l’aiuto del nostro team notarile e legale, le nuove regole in arrivo dal 1 gennaio 2024 per la vendita di immobili che hanno goduto del tanto discusso Superbonus.

Voglio condividere con te le principali novità e cosa potrebbe significare per chi sta pensando di mettere in vendita la propria proprietà. Voglio però tranquillizzarti fin da subito, il 90% delle compravendite in Italia sara’ escluso dall’applicazione di questa norma, il legislatore, infatti, ha voluto puntare il dito solo sugli speculatori immobiliari.

Plusvalenza Immobiliare: Il Cuore della Questionare

Una delle cose più importanti da tenere d’occhio è la plusvalenza immobiliare. Dal 2024, vendere una casa ristrutturata con il Superbonus potrebbe comportare alcune implicazioni fiscali. Ma andiamo per ordine.

Che cosa si intende per plusvalenza:

La plusvalenza si riferisce al guadagno realizzato dalla vendita di un immobile. In termini semplici, è la differenza positiva tra il prezzo di vendita del bene e il suo costo originario o il suo valore di acquisto. Nel nostro caso è riferita alla differenza tra il prezzo di vendita e il prezzo di acquisto o il costo di costruzione incrementato da qualsiasi altro costo associato al medesimo bene.

Ecco un semplice esempio:

Immaginiamo che tu abbia acquistato una casa per € 200.000. Successivamente, hai investito € 50.000 in lavori di ristrutturazione, € 5.000 per le spese notarili e € 10.000 per le commissioni dell’agenzia immobiliare. Quindi, il costo totale dell’investimento diventa €265.000.

Ora, supponiamo che tu venda la casa per € 300.000. La plusvalenza immobiliare sarà la differenza tra il ricavato della vendita e il costo totale dell’investimento:

Plusvalenza=Ricavatodallavendita−Costototaledell′investimento Plusvalenza = € 300.000 – € 265.000 Plusvalenza = € 35.000

In questo esempio, la plusvalenza immobiliare è di € 35.000, rappresentando il guadagno netto ottenuto dalla vendita della casa dopo aver tenuto conto dei costi associati alla proprietà, come la ristrutturazione, le spese notarili e le commissioni dell’agenzia immobiliare.

E’ su questi € 35.000 che verrà applicata l’aliquota di riferimento (oggi al 26%) e quindi, sempre secondo questo esempio, dovrai versare nelle casse dello stato € 9.100.

Esclusioni dalla Plusvalenza:

Questo è uno dei due passaggi chiave. Sono esclusi dalla plusvalenza tutte le vendite di  immobili ereditati o ottenuti in donazione o già di tua proprietà se questi immobili sono stati utilizzati come abitazione principale per la maggior parte del tempo intercorso tra l’acquisto e la vendita. In buona sostanza se ci hai portato e tenuto la residenza.

Fine Lavori Superbonus:

Sembrerebbe che il tempo giochi un ruolo fondamentale. Infatti il secondo passaggio chiave per capire al meglio questa legge è il tempo intercorso dalla fine lavori del superbonus (dichiarata in comune) e il giorno effettivo di vendita, ovvero quando firmo davanti al notaio. In buona sostanza passati 10 anni dalla fine lavori, posso vendere la casa senza dover tener conto della plusvalenza. Un sollievo per chi pensa a lungo termine!

Società Immobiliari:

Per coloro che operano attraverso società immobiliari, sembra che ci sia una buona notizia. Queste società potrebbero non essere soggette alla plusvalenza, un punto a favore per gli operatori d’impresa, in quanto costi e ricavi rientrano già nell’esercizio ordinario e sono tassati secondo criteri diversi.

Consiglio Pratico:

Se stai pensando di vendere e hai beneficiato del Superbonus, ti consiglio di informarti comunque attentamente con il tuo commercialista e il notaio, consulta un professionista di fiducia per assicurarti di capire tutte le sfaccettature delle nuove regole.

Esempi Concreti per Capire Meglio:

Acquisto 2021 e Vendita 2025:

  • Se hai acquistato nel 2021 senza adibire la casa ad abitazione principale e hai usufruito del superbonus con fine lavori 31/12/2022 e rivendi nel 2025, dovrai pagare la plusvalenza.
  • Se, invece, vendi nel 2033, dopo più di 10 anni dalla fine dei lavori, sei esente da plusvalenza.

Tempo Trascorso dalla Fine dei Lavori:

  • Se sono passati più di 10 anni dalla fine lavori, sei sempre esente da plusvalenza.

Società Immobiliari e Plusvalenza:

  • Le società, come gli operatori immobiliari, non sono soggette a plusvalenza in quanto rientrano nell’esercizio d’impresa.

Esclusione da Plusvalenze per Eredità:

  • Hai ereditato una casa, nel condominio hanno fatto il superbonus, puoi vendere in qualsiasi momento senza essere soggetto a plusvalenza, non devi attendere 10 anni dalla fine lavori.

Acquisto Villa Singola con Agevolazioni Prima Casa e Superbonus:

  • Se hai comprato una villa con agevolazioni prima casa nel 2020, hai portato subito la residenza, hai fatto il Superbonus nel 2022 e vendi nel 2024, non sarai soggetto a plusvalenza.

Acquisto appartamento prima casa:

  • Se hai acquistato un appartamento nel 1997, hai portato la residenza fin da subito, nel 2023 è stato fatto il superbonus nel condominio, puoi vendere in qualsiasi momento senza dover aspettare 10 anni e senza essere soggetto alla plusvalenza.

Conclusione:

Questi sono solo esempi, e ogni situazione è unica. Ma spero che queste informazioni ti diano una panoramica più chiara su cosa aspettarti con la Legge di Bilancio 2024. Ricorda, sono qui per rispondere alle tue domande e guidarti in questo percorso! Contattami per ulteriori dettagli e consulenze personalizzate.

A presto, Marco Farinella

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Stop alle agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa per i giovani under 36 a partire dal 1 gennaio 2024

Gennaio 9, 2024 da Marco Farinella Lascia un commento

Cari amici,

Con l’inizio del 2024, voglio parlarvi di un cambiamento significativo che sta toccando il cuore del sogno di molti giovani: l’acquisto della prima casa. Anche se è passata un po’ (volutamente) in sordina, la recente legge di bilancio ha messo fine alle agevolazioni fiscali per coloro sotto i 36 anni con un ISEE inferiore a 40.000 euro, aprendo nuovi orizzonti nel panorama immobiliare.

Un Saluto alle Agevolazioni Fiscali del Passato

Forse ricorderete l’introduzione di queste agevolazioni nel maggio del 2021 con il decreto “Sostegni bis“, un sostegno pensato per agevolare l’accesso alla prima casa di proprietà per i giovani con carriere più incerte. Tuttavia, queste esenzioni totali da imposte di registro, ipotecarie e catastali, insieme al credito d’imposta IVA, sono giunte al termine con l’arrivo del nuovo anno.

Implicazioni Tangibili per gli under 36

Dal primo gennaio 2024, coloro che hanno meno di 36 anni e un ISEE entro i 40.000 euro dovranno affrontare nuove sfide finanziarie, compreso il ritorno al pagamento delle imposte di registro, catastali e ipotecarie, nulla di nuovo sia chiaro, si ritorna a quello che è sempre stato.

Sappiamo bene però che quando si compra casa ogni euro conta, soprattutto per i giovani che hanno difficoltà a risparmiare, ad accedere ai mutui e in un momento in cui il prezzo delle case e gli oneri accessori richiedono una pianificazione attenta. Risparmiare anche 1.500-2.000 euro non è stato per nulla male.

Il Mercato Immobiliare in Evoluzione

In un mercato immobiliare sempre più dinamico, comprendo che questi cambiamenti possono suscitare domande e preoccupazioni. Tuttavia, vorrei sottolineare che rimangono in vigore le agevolazioni generali per l’acquisto della prima abitazione, che riducono l’imposta di registro dal 9 al 2 per cento nel caso di acquisto di abitazione usata e dell’Iva dal 10 al 4 per cento nel caso di acquisto di abitazione nuova o da impresa.

Un Messaggio di Ottimismo

Nonostante queste sfide, voglio essere qui per te in questo percorso. Sebbene le agevolazioni fiscali siano giunte al termine, la garanzia pubblica per il mutuo rimane disponibile per chi ha meno di 36 anni e un ISEE entro i 40.000 euro. Voglio aiutarti a comprendere le tue opzioni di acquisto e a navigare in questo nuovo scenario. Io e il mio team siamo già al lavoro da tempo per individuare le migliori opportunità di finanziamento e di mutuo che potranno supplire anche alla scomparsa delle agevolazioni U36.

Un Nuovo Capitolo da Scrivere Insieme

In questo capitolo nuovo del tuo percorso immobiliare, sono qui per supportarti. Voglio rendere questo cambiamento il più fluido possibile per te.

Contattami per una conversazione approfondita sulle tue esigenze e per esplorare insieme il tuo futuro nel mercato immobiliare del 2024.

Grazie per la tua fiducia e per permettermi di essere parte del tuo viaggio.

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Navigare la Compravendita Immobiliare: Scopri il Deposito Prezzo in Atto Notarile

Ottobre 3, 2023 da Marco Farinella Lascia un commento

Il deposito prezzo in atto notarile, come funziona e perché è importante conoscerlo quando vendi casa.

Sono uscito dallo studio del notaio dove ho accompagnato acquirente e venditore per la firma dell’atto notarile di compravendita, ma questa volta è stato per un atto diverso dal solito perché l’acquirente ha scelto di avvalersi della legge sul “deposito prezzo” e allora mi sono detto: “devo correre a scrivere un articolo”

Deposito Prezzo in Atto Notarile: Un Baluardo Legale nella Trasazione Immobiliare

Se stai considerando l’acquisto o la vendita di una casa in Italia, è essenziale comprendere tutte le sfaccettature della transazione immobiliare, incluse le leggi che ne regolano gli aspetti finanziari. Uno di questi aspetti è il “Deposito Prezzo in Atto Notarile,” che è stato introdotto dalla Legge 147/2013, articolo 1, comma 63. e diventato facoltativo nel 2017 con la legge sulla concorrenza.

Per facoltativo si intende che una delle parti, ma in genere un acquirente a suo insindacabile giudizio può decidere di avvalersi della legge su deposito prezzo, in qualsiasi momento anche contro la volontà del venditore. In questo articolo, esploreremo cos’è il Deposito Prezzo, e analizzeremo insieme i vantaggi e gli svantaggi che comporta per acquirenti e venditori e perché è fondamentale per evitare rischi legati a ipoteche, pignoramenti e altri gravami tra la data del rogito e quella della trascrizione del contratto nei registri immobiliari.

La Sicurezza dal Rischio di Gravami Immobiliari:

Una delle caratteristiche più essenziali del Deposito Prezzo in Atto Notarile è la protezione dai rischi legati a gravami immobiliari, come ipoteche o pignoramenti. Questo meccanismo funziona come uno scudo finanziario per l’acquirente e il venditore, garantendo che il denaro pattuito sia al sicuro durante il processo di transizione di proprietà.

Impignorabilità dei Fondi:

Il denaro depositato dal notaio su un conto corrente dedicato è considerato “impignorabile” e non può essere aggredito dai creditori né del venditore né dell’acquirente. Questa protezione impedisce a terze parti di mettere in pericolo la transazione in corso con azioni legali o richieste di pagamento.

Il Pagamento al Venditore solo quando l’Immagine è Libera da Vincoli:

L’importanza di questa protezione diventa evidente quando si considera che il notaio effettuerà il pagamento al venditore solo quando sono state soddisfatte tutte le formalità pubblicitarie. Queste formalità includono la registrazione e la trascrizione dell’atto nei registri immobiliari, che devono essere completate in modo da garantire che l’immobile sia libero da vincoli o gravami. Solo a quel punto, il notaio procederà a trasferire il denaro al venditore.

E’ possibile fare il deposito prezzo anche se l’acquirente intende fare mutuo e/o se il venditore deve chiudere il mutuo vecchio?

La risposta è si anche se la procedura diventa ancora più complessa, in questo caso infatti la banca erogatrice del mutuo versa in deposito dal notaio la somma, al momento della stipula, e a tutto ciò seguono: trascrizione, iscrizione di ipoteca a garanzia del mutuo, verifica dell’esito di trascrizione ed iscrizione, pagamento alla banca da parte del notaio mediante le somme depositate, liberazione dell’immobile da ipoteca e (eventualmente) versamento del residuo prezzo al venditore.

Benefici per l’Acquirente:

Per l’acquirente, questo significa che i fondi depositati sono al sicuro durante l’intero processo di registrazione e trascrizione, riducendo notevolmente il rischio di acquisire una proprietà con vincoli o debiti preesistenti.

Benefici per il Venditore:

Per il venditore, questa procedura garantisce che il pagamento avvenga solo quando l’immobile è effettivamente libero da gravami e vincoli. Ciò fornisce una maggiore certezza che il venditore riceverà il prezzo concordato in modo sicuro e in conformità con le leggi vigenti.

Svantaggi del Deposito Prezzo in Atto Notarile:

Per l’Acquirente:

  1. Svincolo dei fondi: L’acquirente deve attendere che il notaio completi le procedure di registrazione e trascrizione prima di ottenere la proprietà effettiva, e spesso la consegna delle chiavi, il che può richiedere tempo aggiuntivo rispetto a una transazione diretta.
  2. Oneri e costi: come è ovvio, tutti gli oneri e i costi relativi al deposito titoli presso il notaio e alla gestione della procedura saranno a carico dell’acquirente.
    Per il Venditore:
  3. Processo più lungo: Il venditore può dover attendere più tempo per ricevere i fondi a causa delle procedure di registrazione e trascrizione che devono essere eseguite prima del rilascio del denaro. In genere si tratta di 15/30 giorni.
    In sintesi, il Deposito Prezzo in Atto Notarile fornisce una barriera di protezione finanziaria cruciale sia per l’acquirente che per il venditore, impedendo che gravami o ipoteche possano compromettere il processo di compravendita. È una misura che contribuisce a garantire che la transazione immobiliare avvenga in modo sicuro e senza intoppi, tutelando gli interessi di entrambe le parti coinvolte.

Se sei interessato a ulteriori informazioni o desideri discutere dettagliatamente come il Deposito Prezzo in Atto Notarile può influenzare la tua situazione specifica come acquirente o venditore, non esitare a contattarmi.

Come agente immobiliare esperto, sono qui per rispondere alle tue domande e fornirti assistenza professionale per guidarti attraverso ogni fase della tua compravendita immobiliare. La tua tranquillità e la tua sicurezza sono le mie priorità, quindi non esitare a metterti in contatto con me per un supporto dedicato e competente. Sono a tua disposizione per aiutarti a realizzare i tuoi obiettivi immobiliari.

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E’ possibile vendere una casa se è affittata ad un inquilino?”

Settembre 7, 2023 da Marco Farinella Lascia un commento

Se hai ereditato una casa affittata oppure hai urgenza di monetizzare e vuoi vendere un’immobile che nel frattempo hai affittato, ti sarai fatto questa domanda almeno un paio di volte. In questo articolo approfondiremo insieme il concetto e cercherò di darti tutte le risposte possibili.

Cosa dice la legge

Ti dico subito che una casa affittata con un contratto di locazione regolarmente registrato all’agenzia delle entrate può essere venduta senza che tu debba attendere la scadenza del contratto. E’ importante però comprendere cosa dice la legge in merito a questa situazione. In generale, la legge italiana protegge i diritti degli inquilini, stabilendo alcune procedure e regolamentazioni specifiche per la vendita di una casa occupata in modo regolare.

La legge italiana stabilisce che il proprietario può vendere la casa, ma deve rispettare i diritti dell’inquilino durante il processo di vendita. L’inquilino ha il diritto di rimanere nella casa fino alla scadenza del contratto di locazione in corso e ha il diritto di essere informato per tempo della tua decisione di vendere la casa.

La stessa cosa deve essere fatta con il potenziale acquirente.

Nella proposta d’acquisto e nel preliminare di compravendita l’acquirente deve essere edotto che sta comprando una casa occupata da un inquilino, deve ricevere una copia del contratto di locazione ed essere informato della scadenza del contratto e del canone annuo.

La stessa cosa la farà il notaio il giorno dell’atto definitivo di compravendita.

Inserirà all’interno dell’atto una frase simile a questa:

“La parte venditrice dichiara che l’appartamento sito in Comune di ……. distinto con il subalterno 2 è condotto in locazione dal signor…….., nato a …… il ……., codice fiscale: ………, in forza di contratto di locazione in data ……., registrato a …… in data …… al n. …… serie .., noto all’acquirente e nel quale con effetto dalla data odierna subentra il medesimo acquirente.

La parte venditrice trasferisce in data odierna il deposito cauzionale effettuato dal conduttore all’acquirente di Euro ……..(euro ……….) a mezzo di assegno bancario …”

In buona sostanza il nuovo proprietario non potrà chiudere il contratto di locazione per farne uno nuovo, non potrà aumentare il canone di locazione e non potrà chiedere all’inquilino di liberare la casa se non che sei mesi prima del rinnovo automatico del contratto.

Cosa succede al contratto di locazione?

Come avrai ben capito quindi, il contratto di locazione in corso continua a essere valido anche dopo la vendita della casa. Questo significa che il nuovo proprietario eredita il contratto di locazione e deve rispettarne tutte le condizioni fino alla sua scadenza. Il deposito cauzionale che a suo tempo l’inquilino aveva versato viene passato, come hai visto sopra, dal vecchio al nuovo proprietario.

Insomma, l’inquilino non può essere sfrattato semplicemente a causa della vendita della casa.

Tuttavia, esiste una situazione in cui il nuovo proprietario può richiedere la risoluzione del contratto di locazione. Se il nuovo proprietario intende utilizzare la casa per scopi personali o per la sua famiglia, può richiedere all’inquilino di lasciare la casa ma solo al termine del contratto di locazione o alla sua naturale scadenza.

Cosa succede se è stato affittato in nero?

Se la casa è stata affittata in nero, cioè senza un contratto di locazione regolarmente registrato, la situazione diventa più complessa. In questo caso, il proprietario deve procedere a una regolarizzazione del contratto di locazione prima di procedere con la vendita. Questo implica la registrazione del contratto presso l’Agenzia delle Entrate e il pagamento delle imposte dovute.

Se il contratto di locazione non viene regolarizzato, il nuovo proprietario eredita comunque l’inquilino e il contratto esistente che però non è opponibile, quindi il nuovo proprietario avrebbe tutti i diritti di richiedere all’inquilino di liberare l’immobile.

Tuttavia, è importante notare che la legge potrebbe essere severa solo con il vecchio proprietario che ha affittato in nero: occorre fare attenzione perché potrebbero esserci non solo a conseguenze civili ma anche penali.

Ti do un consiglio spassionato: se stai vendendo una casa affittata in nero prima di accettare una proposta d’acquisto e fare un compromesso assicurati che l’inquilino se ne sia andato e ti abbia restituito le chiavi. Altrimenti aspetta ad incassare una caparra e a formalizzare una promessa di vendita.

Il rischio è che l’affittuario dopo il rogito non si renda disponibile a liberare l’immobile con gravi conseguenze economiche a tuo carico.

Il proprietario deve osservare il diritto di prelazione?

Il diritto di prelazione è un aspetto importante quando si tratta di vendere una casa occupata da un inquilino. In linea di massima, l’inquilino di un immobile con destinazione d’uso residenziale, non ha mai il diritto di prelazione, il che significa che non ha la priorità nell’acquistare la casa prima che venga offerta sul mercato a terzi. L’unica eccezione è che il diritto di prelazione sia stato espressamente inserito all’interno del contratto di locazione.

In questo caso il proprietario deve notificare all’inquilino la sua intenzione di vendere la casa e l’inquilino ha un determinato periodo di tempo per decidere se acquistarla. Se l’inquilino decide di esercitare il diritto di prelazione, può acquistare la casa alle stesse condizioni offerte da un terzo acquirente.

Il nuovo proprietario può recedere dal contratto?

Come accennato precedentemente, il nuovo proprietario può richiedere la risoluzione del contratto di locazione solo in determinate circostanze, ad esempio se intende utilizzare la casa per scopi personali o familiari. Tuttavia, è importante notare che il proprietario deve rispettare le norme di preavviso previste dalla legge e fornire una valida motivazione per la richiesta di recedere dal contratto.

In conclusione, vendere una casa occupata da un inquilino è possibile, ma è un processo regolamentato dalla legge italiana. È importante che il proprietario segua le procedure corrette, rispetti i diritti dell’inquilino e, se necessario, regolarizzi il contratto di locazione.

Se sei un proprietario di casa che sta pensando di vendere una proprietà occupata da un inquilino o se hai domande o dubbi sulla vendita di immobili, non esitare a contattarmi. Io e il mio team di esperti siamo pronti a fornirti consulenza personalizzata e a rispondere a tutte le tue domande.

Scrivici oggi stesso marco@marcofarinella.it o chiamaci al numero 3386692752. Siamo qui per aiutarti a navigare attraverso questo processo complesso in modo efficace e conforme alla legge.”

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