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Primo giorno di lockdown: Agenzie immobiliari aperte o chiuse?

Novembre 6, 2020 da Marco Farinella Lascia un commento

Primo giorno di lockdown in zona rossa.
Le agenzie immobiliari possono continuare a lavorare?

Le indicazioni del DPCM del 4 novembre 2020 non sono molto chiare.
Le associazioni di categoria: FIAIP

“ le agenzie immobiliari possono continuare ad operare e svolgere la loro attività di mediazione immobiliare”.

Il lavoro dell’agente immobiliare è mettere in relazione le persone.

Con queste restrizioni e con l’impossibilità di spostamento da un comune all’altro se non che per motivi di lavoro, necessità e salute, ritengo sia davvero difficile poter fare appuntamenti, poter accompagnare le persone a vedere gli immobili.

Penso anche che gli agenti immobiliari debbano avere uno spiccato senso di responsabilità civile per aiutare a contrastare la diffusione dell’epidemia da casa in casa.

Una buona notizia per chi deve rogitare nelle prossime settimane!
I notai e le banche sono aperti, quindi gli atti notarili, al momento sono confermati, il nostro servizio di assistenza a tutti i nostri clienti è garantito!

Attendo con trepidazione i chiarimenti da parte del governo.

A presto.

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Open house ai tempi del covid-19, uno specchietto per le allodole?

Maggio 27, 2020 da Marco Farinella Lascia un commento

Il termine open house, deriva dall’inglese e significa letteralmente casa aperta.

Si tratta di una tecnica di marketing molto diffusa negli Stati Uniti, ma ad oggi ha avuto una grande evoluzione in tutto il mondo.

Il concetto é molto semplice, solitamente viene indetto un evento, nel quale una casa in vendita, viene aperta al pubblico, allo scopo di pubblicizzare l’immobile e mostrare agli esperti del settore o ai potenziali acquirenti tutte le caratteristiche dell’abitazione.

Si svolge solitamente in 2 o 3 giorni seguendo fasce orarie diverse, durante le quali a seconda del target di destinatari, estranei entrano nell’abitazione, la visionano, usufruiscono normalmente di un servizio drink e valutano loro stessi tutte le caratteristiche dell’unità immobiliare.

I potenziali acquirenti possono lasciare i loro contatti agli organizzatori dell’evento se interessati alla soluzione. Si tratta anche di un ottimo momento di confronto e dialogo tra esperti e professionisti del settore che si possono confrontare su vari progetti e partendo dall’immobile in questione possono nascere proficue collaborazioni.

Per partecipare ad un evento open house, non é necessario fissare un appuntamento con gli agenti, occorre semplicemente presentarsi nei giorni e nelle fasce orarie indicate dagli organizzatori, per usufruire di tutte le iniziative programmate e godere a pieno dell’abitazione in compagnia di altre persone, in piena riservatezza ed autonomia.

Buona riuscita di un Open House

Per una buona riuscita dell’evento sono importanti i ruoli:

  • Dell’home stager, il quale dovrà curare in maniera adeguata tutti i dettagli relativi all’interior dell’abitazione per rendere la casa più appetibile ad una potenziale clientela
  • Dell’agente immobiliare, il quale dovrà registrare tutte presenze ed essere esaustivo in caso di richieste da parte dei partecipanti all’evento.
  • Un’abitazione ideale per svolgere questa attività, deve essere di grande dimensione, di facile accesso e con un ampio parcheggio.

Questa pratica di vendita immobiliare può risultare molto vantaggiosa, soprattutto per chi vuole visionare un’abitazione senza dover perentoriamente fissare un appuntamento.

Covid-19 e distanziamento sociale.

Nell’epoca del coronavirus, anche la professione dell’agente immobiliare, ha dovuto mutare le sue abitudini, in quanto con i DPCM imposti dal governo centrale, improntati sulle direttive del Ministero della Salute e le leggi regionali, é stato imposto il distanziamento sociale, al fine di limitare il contagio e contenere la diffusione del COVID-19.

Oggi giorno non é più possibile effettuare appuntamenti immobiliari a proprio piacimento, ma occorre seguire un rigido protocollo di sicurezza sanitaria.

Infatti gli appuntamenti devono essere fissati e contingentati. Durante l’incontro l’agente dovrà far pervenire al cliente un’apposita dichiarazione, il quale dovrà certificare di non essere sottoposto alla misura della quarantena, non aver contratto il coronavirus e consegnarla debitamente sottoscritta e compilata al venditore.

Per quanto riguarda la visita, occorre mantenere le distanze di sicurezza, i locali devono essere ben arieggiati e la visita potrà essere effettuata da una sola persona oltre all’agente se l’abitazione è inferiore a 40 metri quadri.

Se invece é superiore a 40 metri quadrati, allora potrà essere estesa a massimo 2 persone la visita.

Per visionare l’abitazione, agente e potenziale acquirente, dovranno indossare tutti i dispositivi di protezione individuale previsti in particolar modo la mascherina, i guanti e i calzari se richiesti dal proprietario di casa. La casa, laddove possibile, deve essere igienizzata prima e dopo la visita, al fine di ostacolare qualsiasi traccia di potenziale pericolo presente nell’abitazione.

Come si puo’ evincere quindi, il ruolo dell’agente immobiliare diventa molto più complesso e parsimonioso, che stravolge il modus operandi al quale i professionisti si sono attenuti fino all’epoca precovid.

Open house, non sa da fare!

Alla luce di queste normative molto fiscali e stringenti, l’open house, una tecnica di vendita abbastanza efficace fino all’epoca pre covid-19, non puo’ più essere messa in atto, in quanto non potrebbero più essere rispettate tutte normative di distanziamento sociale imposte dal legislatore.

Decine di persone partecipavano all’evento open house, all’interno dell’abitazione, magari anche di dimensioni ridotte, scambiandosi pareri e chiarimenti senza limitazioni di distanziamento, usufruendo spesso di un servizio catering che oggi non é più possibile effettuare, in quanto potenziale mezzo di contagio. Un evento di tale portata non é quindi piu’ materialmente realizzabile in ragione di impossibilità di ottemperanza alle disposizioni sanitarie vigenti oggi giorno.

Occorre quindi sempre diffidare dalle grandi pubblicità di open house che oggi giorno si possono trovare spesso sul web o in cartellonistiche pubblicitarie, in quanto queste ultime hanno soltanto uno scopo speculativo ed un doppio fine: adescare proprietari che conferiscono mandato di vendita all’agente, il quale potrebbe apparire molto più competitivo ed il potenziale acquirente potrebbe essere tratto in inganno da un’eventuale pubblicità che rende l’agenzia all’avanguardia.

Spesso gli agenti che tentano di effettuare questa manovra speculativa, per apparire “rispettosi” delle regole, propongono di essere contattati per fissare un appuntamento.

A questo punto non si tratta più di un open house, ma di un semplice appuntamento di visione immobiliare. Occorre quindi diffidare sempre da chi strumentalizza in maniera errata queste tecniche di vendita, al solo scopo di attirare a sé clientela, ed affidarsi sempre a professionisti del settore, in grado di garantire sicurezza durante l’appuntamento, grazie l’utilizzo di tutti i dispositivi di protezione individuale obbligatori.

Alcuni agenti propongono un appuntamento a mezzo video call, al fine di far comprendere da subito al potenziale cliente se l’unità immobiliare è di suo interesse. Una visita senza rischi é già un ottimo punto di partenza per concludere al meglio un’operazione immobiliare in piena serenità. Purtroppo tutto ciò non basta, anche se la tecnologia ha fatto passi da gigante, l’acquisto di una casa è un evento importante nella vita delle persone e nulla può sostituirsi ad una bella visita all’immobile.

Ecco che forse di questi tempi, potrebbe aver più senso effettuare visite solo con clienti altamente selezionati, che hanno avuto in precedenza tutte le informazioni necessarie.

Visite che diano la possibilità ai potenziali acquirenti di vivere un’esperienza sensoriale completa, visitando la casa senza avere il fiato sul collo del proprietario, dell’agente immobiliare o peggio ancora di decine di alti ipotetici e improbabili visitatori e curiosi.

Lasciamo un cliente libero di muoversi, lasciamolo immaginare e sognare di trovarsi già nella sua nuova casa, di arredarla con gli occhi perchè di restrizioni e costrizioni, da tre mesi a questa parte ne abbiamo tutti piene le tasche.

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Tutto quello che devi sapere sul nuovo decreto liquidità per non perdere le agevolazioni fiscali prima casa.

Maggio 19, 2020 da Marco Farinella Lascia un commento

Il nuovo Decreto Liquidità cambia molte cose per quanto riguarda le agevolazioni sull’acquisto della prima casa.

La nuova scadenza viene protratta, secondo quanto riportato dall’articolo 24, dal 23 febbraio del 2020 al 31 dicembre dello stesso anno, per venire incontro alle esigenze di quanti si trovano a dover acquistare o aver acquistato casa in questo periodo di emergenza legata al Covid-19.

Ecco una guida completa per usufruire di tutte quelle che sono le agevolazioni previste in materia.

Quali sono i requisiti per avere le agevolazioni fiscali?

Prima di comprendere che cosa comporta il nuovo Decreto Liquidità, è necessario specificare quali sono i requisiti per poter ottenere le agevolazioni fiscali.

Fra i requisiti necessari per poter accedere alle agevolazioni “prima casa”, innanzitutto è necessario che l’abitazione in questione sia stata classificata secondo le sigle che contraddistinguono le unità residenziali come A2, A3, A4, A5, A6, A7 e A11, categorie nelle quali ricadono tutti i tipi di abitazioni civili.

Un altro requisito che non può assolutamente mancare è che l’immobile acquistato si trovi nel medesimo comune di residenza dell’acquirente oppure che entro 18 mesi dall’acquisto quest’ultimo vi trasferisca la sua residenza.

Infine, l’acquirente deve rispettare determinati requisiti soggettivi: non essere titolare di un altro immobile nello stesso comune e non essere titolare su tutto il territorio nazionale di diritti di proprietà, uso, usufrutto, abitazione o nuda proprietà, su un altro immobile acquistato, anche dal coniuge, usufruendo delle agevolazioni per l’acquisto della prima casa.

Dal 1° gennaio 2016, i benefici fiscali sono riconosciuti anche all’acquirente già proprietario di un immobile acquistato con le agevolazioni, a condizione che la casa già posseduta sia venduta entro un anno dal nuovo acquisto.

Quali sono le agevolazioni contenute nel Decreto Liquidità?

Come prima cosa va evidenziata un’agevolazione rivolta soprattutto a quanti vogliano cambiare città di residenza per motivi personali o di lavoro.

Proprio la particolarità della modifica della residenza è uno dei temi sui quali il Decreto Liquidità si è impegnato per procrastinare la scadenza. Infatti nel caso in cui una persona che ha acquistato una “prima” casa ma non è riuscita a trasferire la residenza entro il termine ultimo (18 mesi) che ricadeva in data successiva al 23 febbraio 2020, può interrompere questo ultimatum senza perdere nulla: il conteggio ripartirà a far data dal primo gennaio 2021. Se al 23 febbraio 2020 mancavano ancora 100 giorni al raggiungimento dei 18 mesi, la nuova scadenza dei termini per trasferire la residenza nella nuova abitazione sarà: 1° gennaio 2021 + 100 giorni.

Quella della data di scadenza del cambio di residenza, però, non è l’unica novità. Infatti il legislatore ha pensato anche all’aspetto del credito d’imposta, prevedendo le stesse proroghe. Le casistiche che il nuovo Decreto Liquidità comprende sono sostanzialmente due e si riferiscono alla situazione specifica nella quale ci si trova al momento dell’acquisto dell’immobile.

Primo caso:

Ho venduto per atto notarile la prima casa e ho un anno di tempo per riacquistare la nuova prima casa, usufruendo nuovamente delle agevolazioni fiscali e beneficiando del credito d’imposta.

Il credito è pari all’imposta di registro (o all’IVA) versata in sede di acquisto della casa poi venduta (in misura però non eccedente l’importo dell’imposta dovuta in sede di riacquisto). Se ho pagato un’imposta di registro di 3.000 euro quando ho comprato la “prima casa” (che poi ho venduto) e comprato un’altra “prima casa” pagando un’imposta di registro di 2.500 euro, il credito d’imposta sarà di 2.500 euro.

Se il 23 febbraio 2020 stava decorrendo il periodo annuale utile al riacquisto, tale termine riprenderà il suo decorso dal 1° gennaio 2021(dovendo sommare il periodo ante 23 febbraio 2020)

Se invece la vendita è stipulata tra il 23 febbraio 2020 e il 31 dicembre 2020, l’anno per il riacquisto decorrerà a partire dal 1° gennaio 2021.

Quindi per chi ha firmato un atto di vendita ad esempio il 15 maggio 2020 avrà tempo per riacquistare la prima casa fino al 31 dicembre 2021.


Secondo caso:

ho già comprato la “nuova” prima casa ma devo vendere la precedente prima casa entro un anno:

I termini per firmare l’atto di vendita della “vecchia” prima casa si congelano per 313 giorni.

Pertanto se tale termine stava decorrendo al 23 febbraio scorso, esso cessa il suo decorso, che riprenderà il 1 gennaio 2020.

Se il nuovo acquisto è effettuato tra il 23 febbraio e il 31 dicembre 2020 per vendere ci sarà tempo fino al 31 dicembre 2021.

Conclusioni

Il nuovo decreto, dunque, di fatto sospende per ben 313 giorni la decorrenza di tutti i termini previsti per le cosiddette agevolazioni della prima casa.

L’obiettivo del Governo è quello di non negare in un periodo di lockdown parziale o totale la possibilità per i cittadini di poter avere diritto alle agevolazioni che spettano per legge. Tutti i provvedimenti contenuti nel Decreto Liquidità sono già attivi in quanto, come da norma, pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale.

In ogni caso è sempre bene, se hai dei dubbi, farti affiancare da professionisti del settore prima di muoverti, soprattutto per quanto riguarda il conteggio preciso del decorrere delle scadenze.

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Lavori in casa gratis con l’ecobonus 110, facciamo chiarezza.

Maggio 12, 2020 da Marco Farinella Lascia un commento

In questi giorni ho letto di tutto a riguardo, ma la cosa che mi ha dato più noia in assoluto è stata la superficialità di tanti agenti immobiliari.

Hanno preso articoli qua e la nel web e hanno fatto il copia incolla senza neanche leggere, mettendo delle belle descrizione del tipo “ristrutturati la casa gratis grazie all’ecobonus” accompagnate da immagini che facevano passare l’idea che sarà possibile cambiare pavimenti e rifare i bagni con i soldi dello stato.

Non è esattamente questo il senso del decreto che ad oggi è ancora in fase di discussione e quindi non ancora definitivo.

Il governo ha intenzione di introdurre un superbonus per le ristrutturazioni.

In questo momento di emergenza sanitaria, il nostro paese è attraversato da una forte crisi. L’obiettivo del Governo, è quello di risollevare l’economia agevolando i cittadini e le imprese. Sostanzialmente con il Superbonus, chiamato anche Ecobonus 110%, si cercherà di alzare l’importo medio di tutti gli interventi agevolati. La natura degli investimenti deve essere pesante, quindi di natura condominiale. Vediamo le caratteristiche di questo bonus.

Cos’è? Da quando entrerà in vigore?
L’Ecobonus sarà un’importante novità in ambito edile. Si potrebbe tradurre in un credito d’imposta sugli interventi di risparmio energetico e di adeguamento antisismico al 110%.

Si parla di interventi di riqualificazione energetica e/o sismica praticamente a costo 0.
I lavori dovranno essere realizzati tra il 1 luglio 2020 e il 31 dicembre del 2021 e comprendono interventi sulle facciate dei palazzi, che potranno essere rinnovati quasi gratuitamente.

L’agevolazione sostanzialmente permette una detrazione dall’Ires o dall’Irpef, per lavori che aumentino l’efficienza energetica dell’immobile.

La grande novità risiede nel fatto che il credito d’imposta potrebbe essere ceduto immediatamente alle banche o all’impresa costruttrice ricavandone uno sconto in fattura che consente di realizzare le opere a costo zero. Sarà poi la banca o l’impresa che avrà realizzato i lavori ad ottenere il beneficio con una compensazione nei versamenti fiscali oppure scontandolo e cedendolo a sua volta.

E’ importante ricordare ancora una volta che le modalità non sono ancora state definite.

Lavori in casa gratis ma quali?

Come già detto l’Ecobonus premierà tutti quei lavori che aumentino l’efficienza energetica di un immobile o che migliorino la riduzione del rischio sismico.

Non comprende dunque quei lavori di ristrutturazione interna che non riguardino il risparmio di energia. Non potrò cambiare i pavimenti, rifare bagni e cucine, rifare l’impianto elettrico e nemmeno mettere le porte nuove.
Tra gli interventi che vengono coperti dal credito d’imposta fissato al 110% ci sono:

  • i lavori, appunto, per il risparmio energetico. Un esempio è l’installazione di nuove caldaie, del cappotto o del miglioramento dell’isolamento dell’edificio;
  • la realizzazione e installazione dei pannelli fotovoltaici: permettono la produzione di energia a impatto zero, garantendo una spesa minore in energia;
  • la riduzione, sopra citata, del rischio sismico di un edificio. In alcune zone del nostro paese questa tipologia di intervento è sicuramente una cosa molto positiva, perché permette di aggiungere protezione agli immobili.


Per permettere l’attivazione di questo bonus si possono attuare anche altre tipologie di lavori:

  • il cappotto termico deve coprire almeno il 25% della superficie lorda che disperde energia, fino ad un massimo di 60.000 euro. Questo numero va moltiplicato per il numero degli immobili presenti nell’edificio;
  • le caldaie a condensazione, in cambio degli impianti preesistenti di climatizzazione alimentati a gasolio. Il tetto massimo è 10.000 euro;
  • impianti centralizzati a pompa di calore utilizzati per il riscaldamento, per il raffreddamento e per la fornitura di acqua, che andrebbero a sostituire gli impianti di climatizzazione.

Quali sono invece le agevolazioni per la ristrutturazione degli interni?

Nulla di nuovo sul fronte dei lavori ordinari o per le ristrutturazioni più leggere.

Rimarrà in vigore l’attuale credito di imposta al 50 e al 65 per cento per interventi di ristrutturazioni semplici e per interventi di risparmio energetico minori. Tra questi, ad esempio la sostituzione degli infissi.

Sarà inoltre ancora possibile incassare il credito di imposta nei cinque anni successivi all’intervento presentandolo in dichiarazione di redditi o in compensazione.

Chi può richiederlo?

Coloro che possono usufruire della detrazione sono i contribuenti che sono residenti o no, che sono titolari di reddito d’impresa e che possiedono l’immobile sui cui vengono attuati i lavori.
In particolare sono:

  • le persone fisiche, compresi esercenti e professionisti;
  • le associazioni tra professionisti;
  • i contribuenti che sono titolari di reddito d’impresa;
  • gli enti pubblici o privati che non fanno attività commerciale e che siano titolari ovviamente di reddito d’impresa. Questi titolari possono usufruire della detrazione solo se utilizzano il fabbricato nell’esercizio della loro attività commerciale.

Come fare richiesta dell’Ecobonus?

In attesa delle disposizioni ufficiali, quello che ad oggi è stato reso noto è che per ottenere le agevolazioni è importante sapere che:

  • bisogna avere l’asseverazione di un tecnico abilitato oppure bisogna essere in possesso della dichiarazione data dal direttore dei lavori. Questo consente di dimostrare sostanzialmente che l’intervento che si sta realizzando è conforme a tutti i requisiti tecnici che servono per ottenere il SuperBonus del 110%;
  • è importantissimo l’attestato di prestazione energetica, chiamato anche APE. Questo documento è prodotto dopo la fine dei lavori e degli interventi e garantisce che si è raggiunta una migliore efficienza nell’immobile. Non è necessario l’attestato di prestazione energetica quando:
  • si sostituiscono finestre che comprendono anche gli infissi, in singole unità immobiliari e inoltre anche l’installazione di pannelli solari per produrre acqua calda;
  • si sostituiscono gli impianti di climatizzazione invernale con impianti che hanno caldaie a condensazione e con annessa messa punto del sistema che permette la distribuzione;
  • la posa e l’acquisto delle schermature solari;
  • acquisto e installazione di dispositivi finalizzati all’utilizzo multimediale;
  • si installa un impianto di climatizzazione che è dotato di un generatore di calore che è alimentato da biomasse combustibili.

EcoBonus: effetti positivi di comprare e vendere casa.

Quando vendi una casa in contesti condominiali con le parti comuni visibilmente ammalorate oppure quando nel verbale di assemblea c’è all’ordine del giorno l’ipotesi di rifare le facciate non è facile resistere alla trattativa di un potenziale acquirente.

In un modo o nell’altro dovrai accettare un’offerta a ribasso oppure pagarti le spese straordinarie per lavori di cui non godrai i benefeci per molto tempo.

La speranza è che grazie all’ecobonus gli acquirenti saranno più propensi ad acquistare appartamenti in palazzine non recenti cogliendo l’opportunità di una ristrutturazione a costo 0  rendendo l’abitazione energeticamente migliore grazie agli incentivi fiscali.

Gli svantaggi?

Penso al ruolo delle banche: saranno obbligate ad accettare il credito?

Come verranno gestiti i rapporti tra le imprese? Si tratta comunque di relazioni tra privati, e non è detto che le imprese (o le banche) accettino il credito.

Non resta che attendere la pubblicazione del decreto, per scoprire come verrà strutturata la misura, e in quale modo interverrà nei rapporti tra i privati.

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La palestra in casa ai tempi del Coronavirus: i consigli del personal trainer e osteopata Matteo Pellegrino.

Maggio 4, 2020 da Marco Farinella Lascia un commento

Questo periodo di quarantena ha cambiato molte abitudini, per questo ho deciso di intervistare professionisti in diversi settori e farci raccontare qualcosa che puo’ tornarti utile. se hai idee su chi intervistare, scrivimi da qui.”

Tempi duri per gli amanti della palestra e dell’attività fisica.

Le restrizioni per contenere il contagio da Coronavirus andranno avanti almeno fino al mese di giugno e ad oggi non si ha ancora una data precisa per la riapertura di palestre e centri fitness.

Da quando il governo ha obbligato gli italiani alla quarantena, in molti si sono riscoperti amanti del jogging e degli allenamenti in casa.

In queste settimane di stop forzato, siamo stati costretti, più o meno tutti, a cambiare le nostre abitudini e senza dubbio siamo diventati più sedentari.

Stiamo entrando nella fase 2, dove si potrà tornare con le dovute precauzioni a svolgere un minimo di attività sportiva all’aperto ma sempre individualmente.

Intervista a Matteo Pellegrino di Wellness trainer studio Seregno

Ed è per questo che ho contattato Matteo Pellegrino, osteopata e personal trainer.

Chi si allenava già prima sa come comportarsi, invece chi ha iniziato ora ad allenarsi in casa deve prestare attenzione. Quali sono i tuoi consigli?

Sicuramente evitare il “fai da te”: dal giardinaggio alle ricette di cucina, dal bricolage all’allenamento, il fai da te è sempre una lama a doppio taglio. Nel caso dell’allenamento il rischio è quello di farsi male; e nessuno vorrebbe finire in un pronto soccorso in questo momento. Sul web ormai ci sono migliaia di allenamenti ma pochi, o quasi nessuno, tengono conto dello stato di forma fisica delle persone. Chiedete consiglio prima di iniziare!

Che esercizi si possono fare in casa senza farsi male?

Anche l’esercizio più semplice può nascondere delle insidie: l’attenzione va posta sulla persona, non sull’esercizio. Quello che potrebbe essere semplice per te non è detto che sia facile e sicuro per la signora Pina del terzo piano.

Quanto deve durare un allenamento per essere efficace?

Deve durare quanto basta per essere “allenante”: vuol dire che deve poter produrre degli effetti che fanno bene al proprio corpo. Per una persona potrebbe servire un’ora e per un’altra anche solo 20 minuti. Se volessimo stabilire uno standard direi che 40 minuti (fatti bene) almeno 3/4 volte alla settimana possono bastare. Tanto in casa abbiamo tanto tempo!

Dal 4 maggio si potrà fare jogging senza restrizioni, quali consigli per chi torna all’attività motoria dopo due mesi di stop?

Riprendere gradualmente, anche se prima facevi le maratone. Il corpo funziona allo stesso modo che tu sia un’atleta o un sedentario: tanto tempo per ottenere risultati e pochissimo tempo per perdere i benefici dell’allenamento. Diciamo che siamo pigri per natura. Prova ad alzarti la mattina e, senza nemmeno mettere i piedi giù dal letto, iniziare un’allenamento intenso senza riscaldarti. Se arrivi alla fine indenne ti stringo la mano!

Andare a correre potrebbe diventare un modo per “uscire di casa” cosa consigli ai neofiti?

Anche in questo caso evitare il “fai da te”. Regola numero uno per la corsa è avere le scarpe adeguate. I runner lo sanno, ci mettono mesi o anni a trovare la scarpa giusta; di certo tu non vorrai iniziare a correre con i mocassini che non usi più o con un paio di scarpe da ginnastica vecchio di 4 o 5 anni. Seconda cosa, non bisogna strafare: iniziare alternando pochi minuti di corsa con pochi minuti di camminata per un totale di 30/40 minuti ti permette di capire come risponde il tuo corpo senza farti male. Chiedi sempre consiglio!

Matteo sei anche un ottimo osteopata. In cosa consiste il Trattamento osteopatico?

Beh, intanto ti ringrazio; ti devo una cena! C’è molta confusione oggi sul trattamento osteopatico, motivo per il quale fatichiamo ad essere riconosciuti a livello sanitario anche se eroghiamo un’importante servizio per la salute del cittadino. Parlarne in poche righe è riduttivo ma a me piace pensare che l’osteopatia sia come una corretta alimentazione: se mangi bene eviti di ingrassare e se ti fai trattare da un’osteopata eviti che ti venga il torcicollo ogni 15 giorni. L’osteopatia come prevenzione funziona sicuramente meglio che a danno fatto, come del resto anche le altre forme terapeutiche. Utile ovviamente anche nei casi acuti traumatici e nei casi “strani” legati ad esempio ad aspetti viscerali. Ma qui entriamo già nel dettaglio. A livello pratico consiste in un trattamento manuale, senza l’ausilio di apparecchiature elettromedicali; in soldoni…usiamo le mani!

In questi giorni torcicollo, mal di spalla e mal di schiena si fanno sentire, le cause sono facili da intuire, la postura al computer, scarsa attività fisica, respiro innaturale quando si indossa la mascherina per fare la spesa, e i bambini che ci sfiancano tutto il giorno, quali sono i rimedi che possiamo mettere in pratica per avere sollievo senza ricorrere ai medicinali?

Ritornare alla vita normale!

Scherzi a parte, bisogna fare esattamente l’opposto rispetto a quello che stiamo facendo: non stare tutto il giorno sul divano, regolare la posizione del corpo quando si sta davanti al pc e ricordarsi di alzarsi e muoversi ogni 15/20 minuti, seguire degli allenamenti online che siano adatti al nostro fisico, mangiare bene per non appesantirsi, non modificare i ritmi sonno-veglia cercando di organizzarsi la giornata fin dal mattino presto. Insomma, cercare di non subire la giornata ma di viverla in modo attivo e organizzato.

Non è sicuramente facile perché non avendo nulla da fare la testa entra in modalità “standby” ma con un minimo di programmazione e di fantasia le giornate si riempiono in un attimo, soprattutto se hai dei bimbi con cui inventarsi giochi e attività. Godiamoci questo momento brutto perché per quanto sia triste ci ha regalato giorni interi con le nostre famiglie!

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