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Scopri se la tua casa è tra le più richieste nel 2018 a Monza e in Brianza

Dicembre 18, 2018 da Marco Farinella 1 commento

E’ di ieri 17 dicembre 2018 la pubblicazione dei dati diffusi dalla FIAIP (Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali) dei collegi di Lecco e Monza e Brianza di un questionario  inviato a 79.500 utenti del portale Immobiliare.it

Questi utenti si sono registrati nel famoso sito immobiliare come acquirenti e acquirenti/venditori e hanno risposto a 16 domande.

Sondaggio venditori acquirenti di una casa

Lo scopo del sondaggio lanciato dall’associazione di categoria degli agenti immobiliari è stato in primis quello di captare i segnali dell’attuale richiesta di immobili, ovvero che cosa oggi va per la maggiore, quale tipologia di case sono più richieste e con quali caratteristiche.

In secondo luogo il sondaggio aveva come obiettivo quello di capire come viene percepito il lavoro dell’agente immobiliare e quali sono le aspettative del cliente nei confronti del professionista.

Ma andiamo per ordine.

Alla domanda: quale tipologia di immobili ritieni oggi ottimale per le tue esigenze?

  • il 48% degli intervistati ha risposto: 3 LOCALI meglio se con cucina a vista.
  • il 32%  preferisce un 2 LOCALI
  • il 14% cerca una casa più grande e vuole un 4 LOCALI
  • Solo il 5% cerca un MONOLOCALE

Per completare lo scenario è opportuno però osservare la risposta alla domanda successiva:

Preferisci Immobili da ristrutturare o già pronti da abitare?

l’86,8% degli intervistati vuole una casa pronta da abitare!

Due domande e due risposte chiare e nette.

Vendere e comprare appartamenti di che tipo?

Oggi c’è una forte richiesta di appartamenti  di non grandi dimensioni con pochi spazi di solo transito (corridoi, disimpegni ecc..) due camere da letto e un ambiente moderno soggiorno-cucina, posso dire che il taglio più richiesto è quello che va dai 70 agli 80 metri quadri.  Il monolocale e il bilocale, insomma, hanno perso la nomea di “assegno circolare” che si erano guadagnati negli anni della bolla immobiliare.

Rispetto agli anni passati (soprattutto i primi anni 2000) dove molte persone chiedevano la casa di corte o il rustico da riattare e la richiesta era quella di poter personalizzare la casa dopo l’acquisto, oggi invece il poco tempo a disposizione, la paura del lievitare dei costi e la necessità di un uso immediato, portano l’86,8% delle persone a ricercare una casa in buone se non in perfette condizioni e pronta per essere abitata.

La conferma di ciò arriva anche dall’analisi della composizione della famiglia: 27% single, 46% fino a 3 componenti e dai 4 componenti in su solo il 26% degli intervistati.

La lente demografica ci porta a vedere da vicino:

Famiglie sempre più ridotte nel numero dei componenti, single (non più tanto giovani) che hanno bisogno di qualche metro quadrato in più rispetto al monolocale ma non troppo,  persone che hanno in comune la voglia immediata di essere indipendenti e andare a vivere subito nella nuova casa senza dover metterci mano.

Tutto torna, diceva qualcuno, infatti qualche giorno fa ho scritto un articolo dove spiegavo il mio ingrediente segreto per poter fare al meglio una valutazione immobiliare.

Spiegavo come essenziale è oggi per poter vendere una casa rispondere con esattezza a questa domanda: chi è il cliente ideale per casa tua? I dati raccolti dalla FIAIP non fanno altro che rafforzare il mio lavoro.

Gli acquirenti nel 2018 sono pochi (rispetto agli anni d’oro del mercato immobiliare) se paragonati alle tante offerte di immobili presenti sul mercato ma sono molto determinati, sanno cosa vogliono e cosa non vogliono!

E ai proprietari di casa allora aspetta il compito più difficile: devono fare di tutto (in modo lecito ovviamente) per far emergere il proprio annuncio di vendita tra le migliaia che campeggiano sui siti immobiliari.

Ecco, dunque, come il proprietario di un monolocale da ristrutturare all’interno di una corte deve sapere che per vendere dovrà rivolgersi  solo al 5% dei clienti che cercano casa oggi e forse ancora meno persone lo vogliono se da mettere a posto.  Figuriamoci se è al quarto piano e senza ascensore.

Ha senso fare una valutazione un tanto al metro? ha senso proporlo in vendita con 4 fotografie fatte male e dove si evidenzia la fioritura dell’umidità dovuta alla mancanza di vespaio?

Chi ha invece un 5 locali di 170 mq in condominio anni 60 con alte spese condominiali e chiede una cifra molto alta perché la valutazione al metroquadro fatta dall’amico Geometra non gliela toglie nessuno dalla testa, quando capirà che non ci sono più giovani acquirenti che cercano una casa come la sua se poi dovranno spenderci minimo 100.000 € per metterlo a posto e con la somma di acquisto+ ristrutturazione comprano un appartamento nuovo, super tecnologico ma con 50 mq. in meno che tanto oggi 3 figli ( a parte il sottoscritto) non li fa più nessuno?

Sottovalutare le richieste

Sottovalutare l’andamento delle richieste, sottovalutare cosa e come pensano gli acquirenti è un errore fatale per chi deve vendere una casa oggi.

l’88% degli intervistati si aspetta da parte dell’agente immobiliare una chiara e attendibile conoscenza dei valori di mercato.

Oltre ad una corretta valutazione, gli acquirenti (che spesso sono anche venditori) richiedono all’agente immobiliare che garantisca loro che non abbiano ad incontrare problematiche di natura catastale e fiscale.

La nota finale della FIAIP dice:

“alla nostra figura viene richiesta una grande conoscenza del mercato, delle sue normative fiscali che urbanistiche. Il cliente richiede che ci sia il primo vero filtro nei confronti delle difformità che si possono trovare e come risolverle. Vogliono essere informati di quello che facciamo sulle proprietà in vendita e di essere prontamente informati di nuovi immobili confacenti alle loro richieste.

Siamo visti come figure professionali necessarie alla buona riuscita della transazione”

Posso scriverlo a caratteri cubitali di aver anche in questo caso anticipato i tempi: ecco l’articolo che ho scritto qualche giorno fa: è quello che non faccio  per vendere casa tua.

Puoi continuare a cercare il “solito” agente immobiliare, che lavora nella solita agenzia immobiliare che, probabilmente accontenterà ogni tua richiesta, senza riuscire a vendere casa, oppure chiamarmi per capire cosa non devi fare se vuoi realmente vendere casa.

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Vendere casa velocemente e al miglior prezzo

Dicembre 13, 2018 da Marco Farinella Lascia un commento

E’ il titolo più facile e più gettonato che ogni agente immobiliare con o senza esperienza metterà nero su bianco al fine di acchiappare l’attenzione delle persone che stanno pensando di vendere casa o che magari la stanno già vendendo da un po’ di tempo e senza risultato.

Come non svendere la tua casa

Lo fanno tutti, scrivono che sono bravi a vendere casa velocemente, alcuni su Facebook le vendono anche in 7 giorni,  altri le vendono velocemente e al miglior prezzo come se non esistessero gli acquirenti attenti, pignoli, indecisi e prudenti.

Insomma appena metti un annuncio di una casa in vendita il bravo agente immobiliare la brucia senza trattativa di prezzo e con la coda di clienti fuori dalla porta pronti a lasciargli la caparra in mano.

Ma torniamo sul pianeta terra nel mese di dicembre dell’anno 2018.

Obiezioni per vendere casa

Una delle obiezioni più frequenti che le persone mi fanno è la seguente: “Marco tu dici che garantisci la vendita di casa mia entro 90 giorni ma non è perché la svendi? Perchè fai le valutazioni molto basse? Così sono bravi tutti a vendere casa! Io non ho fretta di vendere!”

Voglio raccontarti una storia, quella di una casa che si trova a Lesmo (Monza e Brianza) e dei suoi proprietari Silvia e Luca, imprenditori da oltre 30 anni.

E te la voglio raccontare al contrario questa volta.

La vendita della casa di Silvia e Luca

Ho venduto la loro casa dopo 85 giorni da quando Silvia e Luca mi hanno affidato l’incarico di vendita in esclusiva.

La casa è stata acquistata da una coppia che l’aveva vista per la prima volta 45 giorni prima e che poi l’ha rivista e che nel frattempo è venuta a parlare con me due volte per capire come poter procedere con un eventuale proposta d’acquisto, accompagnati da un loro consulente molto attento e preparato, con una lista della spesa di documenti da chiedermi che non finiva più.

Che avevano deciso di comprarla lo avevo intuito ma occorreva capire anche a che condizioni.

Chiunque può essere capace di compilare un modulo inserendo dei dati e delle cifre su una proposta d’acquisto.

Ma per quanto mi riguarda, una proposta d’acquisto, la considero tale e presentabile al proprietario di casa solo se ha dei requisiti di accettabilità.

Troppo facile scribacchiare quello che il cliente vuole senza controbattere e senza “difendere” l’incarico (di prezzo, di tempistiche e di modalità) che il proprietario ha conferito all’agente immobiliare.

Molto più facile se poi il proprietario  ha la casa in vendita da mesi e mesi  e non vede un cliente da settimane, quindi la prima offerta che arriva, non potrà (secondo il buon agente) che essere l’ultima e quella da firmare subito alla “pochi ma buoni” o alla “ prendi i soldi e scappa”.

Ma torniamo ai nostri acquirenti:

“Marco oggi siamo venuti per fare la proposta d’acquisto alle condizioni che ci hai indicato tu l’ultima volta, così da non far perdere tempo a nessuno, perché abbiamo deciso che vogliamo comprare questa bellissima casa e non vogliamo perderla”

Quindici giorni prima invece:

“Marco abbiamo portato il nostro consulente perché ci fidiamo di lui e vogliamo essere sicuri di non aver intoppi dato che abbiamo già avuto brutte esperienze in passato”

La loro lista della spesa l’avevo spuntata velocemente in quanto ad ogni domanda del loro consulente potevo rispondere con un documento: Ha l’atto di provenienza?  eccolo! Ha il certificato di abitabilità? eccolo! La casa ha ipoteche? Ecco la visura ipotecaria! E via cosi….

“ Marco pensavamo di offrire 20.000€ in meno e di subordinare la proposta all’ottenimento del mutuo da parte della banca, perché sa dobbiamo anche vendere casa nostra.”

Il prezzo che pensavano di offrire era troppo basso, non era una casa che poteva rimanere “ferma” in attesa di risposta della banca perché così ci eravamo ripromessi con il proprietario (ho un anno di tempo per vendere perché la casa nuova non sarà pronta prima di ottobre 2019) e quindi le condizioni che pensavano di offrire mi avevano portato a dover dire loro di desistere.

Non tutte le offerte sono giuste per acquistare casa

Si hai capito bene…ho detto ad un acquirente con un assegno in mano di tornare a casa e di ripensare bene a come migliorare l’offerta.

Ehi fermi tutti: “ma c’erano altre persone interessate a quella casa?”

Certo che si!  Io e i miei collaboratori avevamo fatto circa 15 visite molto mirate, infatti più di un cliente era tornato a rivedere la casa.

Altri acquirenti

3 famiglie su tutte erano anche venute a parlare con me in ufficio per approfondire un po’ i discorsi, per fare quattro conti, per capire quale fosse il valore catastale per calcolare le imposte di acquisto prima casa, per capire come potersi muovere dato che dovevano anche vendere per comprare.

Una famiglia in particolare si era sbilanciata con un “tentativo” di offerta a 30.000 € in meno, sai quelle offerte dove dici “se la va ho fatto l’affare, se non la va….almeno ci ho provato!”

Già ti vedo, te lo stai chiedendo da qualche riga a questa parte:

“Marco dimmi un po’: dopo tutta questa storia, c’è qualcosa che non mi torna:

Tanti clienti, tutti interessati, due addirittura che fanno un offerta a ribasso, altri che ci stanno pensando, tu che mandi via un cliente con un assegno in mano…..

….il cliente che torna, rialza l’offerta come da tue indicazioni e ti dice che non vuole perdere la casa…. E la compra!

“Sarai stato bravissimo a fare una valutazione molto a ribasso rispetto alla vera perizia e il proprietario ci sarà cascato!”

Reale valutazione della casa da vendere

Ho conosciuto Luca e Silvia a Luglio del 2018 tramite un conoscente in comune che ci ha messo in contatto.

La loro era una casa che si presentava benissimo, un appartamento di qualche anno fa, al piano terra con un giardino privato ordinato e curato in modo maniacale e una piccola ma funzionale taverna con camino, una casa che doveva essere valutata e interpretata nel modo corretto.

Dopo il mio studio di valutazione hanno deciso di affidarmi l’incarico.

Il perché l’ho scoperto solo dopo, l’ho scoperto il giorno del compromesso quando con i loro acquirenti siamo andati a bere un aperitivo.

“Marco ora te lo posso dire! Sei stato quello tra le 4 agenzie immobiliari alle quali ci siamo rivolti per farci valutare la casa che ci ha dato il valore più alto, che ci ha garantito per iscritto che la casa si sarebbe venduta entro 90 giorni (anche se a noi non interessava molto venderla velocemente ma ci interessava venderla bene) e sei quello che ci ha dato maggior fiducia, sai che anche noi siamo imprenditori e di venditori ne conosciamo tanti!”

“Volevo dirti un’altra cosa: sai che appena hai messo la pubblicità di casa nostra su internet con tutte quelle bellissime fotografie che il tuo fotografo ha fatto, mi ha chiamato una delle 4 agenzie alla quale avevamo chiesto la valutazione, ebbene pensa che ci ha quasi deriso perché ci ha detto che alla “nostra” cifra la casa non l’avremmo mai venduta e che se volevamo essere presi in giro, quel prezzo l’avrebbero pubblicizzato anche loro e che tanto un eventuale offerta a ribasso sarebbe arrivata anche a loro” 

“Luca, ho venduto la tua casa velocemente e al miglior prezzo di mercato”

“Marco, volevo dirti anche che le altre 4 agenzie hanno valutato la nostra casa con i parametri del borsino immobiliare, con dei calcoli e delle percentuali da moltiplicare con i valori ai metri quadrati, tu sei stato l’unico a fare una valutazione diversa con argomenti diversi e veri che abbiamo capito subito.

Se non ti fidi di quello che ti ho appena raccontato ti lascio le parole scritte da Luca e Silvia qualche giorno dopo aver firmato il compromesso.

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Come farsi scappare la vendita di una casa sotto il naso

Dicembre 10, 2018 da Marco Farinella Lascia un commento

L’italiano medio è espertissimo nel complicarsi la vita da solo, ricordo con affetto i tempi delle scuole superiori quando ci si divertiva a dire: tu da grande lavorerai al UCPS che non era un corriere espresso dell’epoca ma l’acronimo di: ufficio complicazioni pratiche semplici.

Qualche giorno fa sulla pagina Facebook della mia agenzia ho pubblicato un grafico che raffigura l’andamento dei prezzi degli immobili dal 1998 al 2017 e ho evidenziato il fatto che i valori di oggi sono i medesimi del 2001, ultimo anno di corso della Lira prima di passare all’euro.

Mi chiama il mio socio che è un profondo conoscitore del mercato immobiliare dalla fine anni 80 e mi dice:

“Marco questo è il momento giusto per comprare! I prezzi non penso scenderanno ulteriormente, le banche sono tornate a erogare mutui anche al 100% garantiti dallo stato con il CONSAP e c’è ancora parecchia offerta stagnante!”

Il mercato immobiliare è cambiato

Vero! Ecco perché, oggi più che mai, c’è bisogno di non complicarsi la vita da soli.

Gli immobili proposti nel modo corretto e con la corretta valutazione sono oggetto di massima attenzione da parte dei potenziali acquirenti sempre più affamati e intenzionati a comprare bene.

Ovviamente una casa con le caratteristiche giuste farà gola a te come ad altre persone ma non è detto che se tu sarai (solo) il più veloce allora potrai firmare il compromesso e assicurarti di aver comprato la casa dei tuoi sogni a delle condizioni stellari!

Una volta l’agente immobiliare diceva: “il primo che porta l’assegno e firma la proposta d’acquisto si compra la casa!”

Oggi purtroppo non funziona più così! O meglio non sempre funziona così!

Ti spiego il motivo:

Essere il più veloce per poi dover subordinare la proposta d’acquisto all’ottenimento della delibera di mutuo da parte della tua banca potrebbe mettere il proprietario nella condizione di dire “beh se devo aspettare 2 mesi la risposta della banca senza incassare un assegno e firmare il compromesso (perché se la banca non concede il mutuo la casa devo rimetterla in vendita senza aver trattenuto neanche un euro) allora aspetto la risposta dell’altro (o degli altri) cliente che è già venuto 2 volte a vedere la casa e ci sta pensando”

A questo punto tu che vuoi comprare la cosa fai?

Pensa se oltre a dover attendere una risposta della tua banca, tu debba anche mettere in vendita la tua vecchia casa per comprare quella nuova!

Ha ancora senso continuare a girare a vedere case il sabato o la sera in settimana dopo il lavoro, perdere tempo (e farne perdere ai proprietari di casa) senza sapere esattamente:

  • a quanto venderai casa tua
  • quanto mutuo potrai avere in base alla tua situazione reddituale

“Eh ma io la casa la voglio comprare, non la voglio perdere!”

“ Benissimo sei disposto a lasciare 20/30 Mila euro a titolo di caparra e a firmare il rogito tra 4 mesi?”

“Ehm no! Perché se non vendo e non mi fanno il mutuo poi perdo tutto vero?”

“Certo che sì!”

“Ops….cavolo e adesso come si fa?”

Complicazioni immobiliari

Eccoci qua: ufficio complicazione pratiche semplici!

Primo caso: Devo solo acquistare senza vendere

Ti consiglio di svuotare il salvadanaio e verificare la tua disponibilità economica; successivamente  di andare in banca o da un broker e presentare i documenti di reddito per richiedere sulla base di quelli, quanto mutuo potrai avere.

La somma delle due cose sarà il tuo budget di acquisto! quindi inizierai a veder case che rientreranno in quella cifra.

Quando troverai quella giusta potrai fare la tua proposta d’acquisto lasciando la caparra con serenità perché la banca ti farà la pratica nei tempi giusti! 

“Si ma il direttore della banca non me lo ha garantito! Mi ha detto di subordinare la proposta d’acquisto all’ottenimento della delibera di mutuo.” 

Certo che la banca vuole la botte piena e la moglie ubriaca! ma nel 2001 quando si andava in banca a chiedere il mutuo i tassi erano più alti, concedevano al massimo il 70/80% del valore di perizia e la parola “subordinare” non la conoscevamo neppure! E quanta gente è rimasta senza mutuo e senza casa? Di quelli che conosco io nemmeno 1!!!

È diventata famosa e impropriamente usata dal 2006 in poi quando anche un disoccupato che andava in banca con i documenti falsi a chiedere un mutuo del 130% del valore della casa veniva accontento ma ovviamente non avendo un euro sul conto corrente era costretto a subordinare l’acquisto all’erogazione del mutuo, tanto è vero che i proprietari prendevano tutti i soldi il giorno del rogito, dopo aver acceso un cero in chiesa e poi consegnavano le chiavi di casa al nuovo acquirente  2 o 3 mesi dopo l’acquisto.

Ora tornado a te che invece hai i requisiti giusti, le buste paga, il cud, non sei cattivo pagatore e hai un conto corrente con qualche risparmio, magari anche il tuo papà o la tua mamma che ti fanno da garante e chiedi l’ 80% per quale motivo il direttore non ti deve fare il mutuo? lo sai che te lo deve giustificare per iscritto? E se non te lo da lui, là fuori c’è un mondo di banche  e broker desiderosi di erogare denaro perché obbligati dalla BCE.

Quel direttore ti sta solo facendo prendere paura (inutilmente) e ti sta facendo perdere la casa sotto al naso.

Ha senso abusare della parola “subordinare”? Sei davvero sicuro di voler perdere la casa per una paura non di certo fondata?

La banca di solito ti delibera la pratica quando la stessa è talmente pronta che si può stipulare il rogito e l’atto di mutuo il giorno dopo dal notaio. Capisci bene che potrebbero esserci anche delle lungaggini burocratiche tali da portare i tempi di delibera anche oltre i 45/50 giorni canonici. Queste lungaggini non impediscono il regolare decorso della pratica ma lo rallentano. 

Una banca che verifica l’impossibilità di erogare un mutuo lo dice chiaro e tondo dopo i primi 10/15 giorni da quando riceve la pratica.

Capisci che  continuare a tener ferma una casa (e un proprietario di casa che nel frattempo non può comprare la sua nuova casa) in attesa del perfezionamento burocratico di una pratica che presenta i requisiti di fattibilità (perizia già fatta e analisi dei documenti ok) è a mio avviso una forzatura notevole.

Secondo caso: devo comprare ma devo anche vendere:

oltre a quanto scritto sopra circa l’andare in banca e farsi fare un’analisi di fattibilità di mutuo occorre fare anche una bella e reale valutazione della tua “vecchia” casa e capire quale strategia sarà più adeguata per te

Devi sapere con certezza a quanto davvero la tua casa si potrà vendere (il mio consiglio è sempre quello di farti i conti prendendo in considerazione il valore più basso della forbice) e in quanto tempo si potrà perfezionare la vendita.

Poi dovrai a questo sottrarre l’eventuale importo di mutuo che ancora dovrai rimborsare alla banca per estinguerlo totalmente.

Sommare ora gli eventuali risparmi e aggiungere l’importo che la banca sarà disposta a finanziare per un nuovo mutuo.

Sempre con maggior frequenza ricevo clienti che mi dicono “sai Marco ho già perso due case, pensa che quando eravamo in dirittura d’arrivo con la banca l’agenzia immobiliare ci ha detto che la casa era già stata venduta ad altre persone” oppure “sai che lo stesso giorno che scadeva la validità della proposta abbiamo chiesto di prorogarla di altri 10 giorni ma il venditore non ha voluto perché aveva già un altro acquirente e ora noi abbiamo una delibera di mutuo che dobbiamo rifare perché è stata concessa su una casa che non c’è più”  “questa non ce la vogliamo far scappare”…ma puntualmente ripetono gli stessi errori.

Ovvio che non sono un folle e non spingo il cliente allo sbaraglio. Anche perché ho la responsabilità del buon esito della pratica sia nei confronti dell’acquirente che del venditore.

Sarò il primo a dirti di subordinare la proposta all’ottenimento del mutuo nel caso in cui tu non abbia risparmi da anticipare e quindi dovrai fare un mutuo al 100% oppure qualora non ci siano proprio tutti i requisiti reddituali necessari a soddisfare l’impegno con la banca e quindi la fattibilità dovrà essere valutata con attenzione da parte dell’istituto di credito. 

Per tutelare sia l’acquirente che il venditore, anche io, dovrò fare una prima analisi finanziaria per comprendere i requisiti economici e reddituali del potenziale acquirente al fine di evitare che quest’ultimo perda dei soldi e il proprietario perda una vendita già fatta.

Non tutti i proprietari però oggi sono disposti a tener ferma la propria casa senza garanzia e senza certezze di averla venduta soprattutto se sono seguiti da un agente immobiliare che garantisce loro la vendita in meno di 90 giorni! 

Il mio lavoro è quello di semplificare, non certo di complicare pratiche semplici.

Hai sempre tu la scelta, vai verso chi non ti raccontata tutto e fa di tutto per chiudere una vendita, oppure vieni da me, e troviamo la miglior soluzione per te, che può anche essere quella di non vendere, almeno per ora!

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