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Abusi edilizi, difformità catastali e urbanistiche, cosa mi farà firmare il notaio al momento del rogito?

Marzo 16, 2021 da Marco Farinella Lascia un commento

Posso far inserire al notaio una clausola che attesta che acquirente e venditore sono a conoscenza che ci sono piccole difformità urbanistiche e catastali per la casa che devo vendere?

Quando si parla di vendere casa, è di fondamentale importanza considerare tutti i dettagli possibili, così da non incorrere in eventuali problematiche di sorta.

A tal proposito, infatti, è doveroso prestare attenzione a tutta quella che è la parte burocratica, così da avere i documenti in regola prima di effettuare la compravendita: la trasparenza, in questo caso, gioca un ruolo principale ed imprescindibile.

Tuttavia, potrebbe capitare che l’immobile che intendi vendere abbia delle problematiche dal punto di vista urbanistico e catastale. Nel caso in cui l’immobile che intendi vendere non sia in possesso di tutti i crismi giuridici del caso, infatti, potrebbero insorgere delle controversie in futuro che andranno poi risolte per vie legali.

Nel momento in cui si verifica una circostanza del genere cosa può fare il notaio?

E’ possibile inserire all’interno del contratto definitivo di compravendita una clausola che indichi che l’acquirente e il venditore sono a conoscenza delle difformità urbanistiche e catastali, così da poter essere tutelato?

Il ruolo del notaio in una circostanza del genere

Da un punto di vista giuridico, devi sapere che il notaio è a tutti gli effetti un pubblico ufficiale, il quale redige degli atti che hanno assoluta validità.

Trattandosi dunque di un professionista che maneggia quotidianamente le normative, quindi, un notaio non redigerà mai un atto se al suo interno sono presenti delle irregolarità che vanno contro le disposizioni di legge.

Anche nel caso in cui tu e l’acquirente siate a conoscenza del fatto che l’immobile è viziato da alcune difformità urbanistiche e catastali e anche se tra di voi dovesse esserci un accordo, tacito o meno, di non mutare la condizione dell’immobile, il notaio non potrà farti firmare in nessun caso un atto ufficiale se questi è a conoscenza del fatto che l’immobile non è completamente a norma di legge.

A tal proposito, quindi, è bene che tu sappia che il notaio non potrà firmare un atto di compravendita irregolare.

Ma la cosa più importante che devi sapere è che firmerai l’atto notarile sotto la tua piena responsabilità, edotto delle conseguenze civili e panali per il caso di false o mendaci attestazioni!

Quindi stai attento a non dichiarare cose non vere!

Quale posizione assume il notaio in questo caso?

Come hai avuto modo di leggere, dunque, il notaio non apporrà mai la sua firma su un atto di compravendita viziato da una o più irregolarità.

Al contrario, egli ti sottoporrà un documento all’interno del quale dovrai dichiarare sotto la tua responsabilità, dopo essere stato informato sulle conseguenze civili e penali che si configurano in caso di dichiarazione mendace o falsa, di essere perfettamente a conoscenza di quali siano state le modalità con cui l’immobile è stato costruito (ad esempio con quali concessioni edilizie e quant’altro).

Fatta questa precisazione fondamentale, quindi, è possibile affermare che non solo il notaio non firmerà un atto con delle irregolarità al suo interno, ma al contrario farà in modo che il venditore firmi un documento all’interno del quale dichiarerà di essere a conoscenza dello stato in cui si trova l’immobile, affinché in caso di contestazione la responsabilità possa ricadere solo sul venditore coinvolto nella compravendita dell’immobile in oggetto.

Le responsabilità del venditore

Una volta che hai compreso bene quali siano le responsabilità del venditore durante l’atto di vendita di una casa, è bene cercare di capire quali sia il ruolo dell’acquirente.

Da un punto di vista generale, la giurisprudenza non pone in essere nessun tipo di differenziazione: il notaio, infatti, nella redazione del suo atto indicherà che sia il venditore che l’acquirente sono entrambi a conoscenza di tutte quelle che sono le disposizioni legislative in merito al codice edilizio e sulla loro importanza nell’ambito della contrattazione, nonché della responsabilità civile e penale che si configurerebbe in caso di irregolarità di qualsiasi tipo.

Il notaio, inoltre, all’interno dell’atto indicherà che gli estremi per concludere la compravendita sono stati forniti dal venditore al notaio autenticante.

A tal proposito, quindi, è importante capire che è il venditore a recuperare i documenti al comune che fornirà al notaio, facendo così in modo che tutte le responsabilità in caso di eventuali problematiche ricadano solo ed unicamente sulla parte che vende.

E’ possibile con una clausola raggiungere un accordo?

Come hai avuto modo di capire, dunque, far inserire una clausola al notaio all’interno della quale c’è scritto che sia la parte che vende che quella che acquista sono a conoscenza dell’esistenza di eventuali irregolarità, è praticamente impossibile.

Un notaio deve muoversi sempre e comunque facendo riferimento a quelle che sono le normative attualmente in vigore, ragione per la quale non si assumerà mai la responsabilità di validare un atto illecito.

Tuttavia, nel caso in cui l’immobile che desideri vendere abbia degli abusi edilizi più o meno gravi, è comunque possibile cercare di arginare i danni, così da consegnare al mercato una casa che abbia tutti crismi imprescindibili per poter essere venduta senza nessun tipo di irregolarità.

Sicuramente cercare di concludere una trattativa vendendo un immobile con delle irregolarità non è sicuramente possibile, poiché in tal caso nessuna normativa tutela la cessione di un bene non in regola con la legge, ne mette al riparo il proprietario di casa da future cause che l’acquirente potrà intentare.

Cosa fare se l’immobile ha delle irregolarità?

Nel caso in cui l’immobile che intendi vendere sia viziato da alcune irregolarità, la prima cosa che puoi fare è quella di valutare l’entità del problema.

Nel caso in cui si tratti di piccoli abusi (link ABUSI EDILIZI), infatti, puoi sempre cercare di sanare la situazione, andando così a regolarizzare la tua posizione e quella della casa al comune dove sei residente.

Tuttavia, nel caso in cui l’irregolarità dell’immobile sia di una certa importanza, talvolta può essere necessario ricorrere alla sua demolizione.

Fatte queste dovute precisazioni, quindi, è di fondamentale importanza tenere in considerazione tutti questi elementi prima di procedere alla vendita di una casa.

Come ti ho spiegato prima, la trasparenza è un valore imprescindibile, motivo per il quale è bene che tu abbia tutti i documenti del caso in tuo possesso, così da evitare quanto più possibile di andare incontro a qualsiasi tipo di problematica di sorta e fare in modo che la compravendita in oggetto vada a buon fine.

Come muoversi nel migliore dei modi?

Prima di trovare un acquirente e di avviare una trattativa, infatti, è di fondamentale importanza che tu faccia attenzione allo stato in cui si trova la casa, così da avere la certezza di non avere nessun problema.

La prima cosa da fare, quindi, è quella di recarsi all’ufficio tecnico del comune dove è ubicato l’immobile, fare un accesso agli atti, così da poter accertare che la tua casa corrisponda a alle tavole di progetto allegate all’ultima autorizzazione concessa dal comune, poi richiedi all’ufficio catastale copia delle schede e controlla che la casa sia disegnata esattamente a come oggi è costruita.

Una volta che hai accertato lo stato in cui si trova la casa, quindi, puoi procedere se hai riscontrato delle difformità ad incaricare un professionista per sistemare le carte oppure se è tutto in regola puoi iniziare a mettere in vendita la tua casa: solo in questo modo, infatti, avrai la certezza di non incorrere in nessun impedimento di sorta.

In definitiva, quindi, tutti questi dettagli, sommati tra loro, concorrono a far sì che sia il venditore che l’acquirente non diano luogo a delle controversie giudiziarie.

Grazie ad un po’ di attenzione ai dettagli e ad una semplice ricerca al comune, infatti, avrai dalla tua parte tutti i documenti necessari per far sì che tu possa effettivamente avviare la compravendita dell’immobile in modo sicuro.

Seguire questi piccoli consigli si rivelerà fondamentale per far sì che l’acquirente possa ritrovarsi tra le mani una casa in possesso di tutti i parametri a norma di legge, senza quindi correre il rischio di trovarsi in una casa viziata da irregolarità.

Allo stesso modo da bravo e diligente proprietario di casa potrai vendere una casa e dormire sonni tranquilli anche dopo 10 anni da quando l’hai venduta perché sarai sicuro che nessuno verrà a farti causa per avere nascosto piccoli o grandi abusi edilizi.

Se stai pensando di vendere casa, devi sapere che affidandomi l’incarico di vendita mi occuperò io di far effettuare ad un geometra di mia fiducia la verifica di regolarità urbanistica e castale e tutto questo senza che tu dovrai pagare nulla né uscire di casa per andare in comune a cercare i documenti.

Contattami subito perché so come aiutarti, l’ho già fatto per altre famiglie.

mandami una mail a:

marco@marcofarinella.it

oppure scrivimi un whatsapp 3386692752

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BONUS VERDE LE NOVITA’ 2021 PER DETRAZIONI GIARDINI E BALCONI

Marzo 15, 2021 da Marco Farinella Lascia un commento

Nel settore delle facilitazioni fiscali che lo Stato ha deciso di mettere a disposizione dei cittadini per l’anno 2021, figura anche il Bonus Verde, riservato a chi è intenzionato a ripristinare o migliorare le condizioni di aree verdi, come giardini, terrazze e balconi.

Che cosa si intende per Bonus Verde 2021

Si tratta di una detrazione fiscale Irpef pari al 36% e relativa alle spese sostenute per la sistemazione del verde su aree private di immobili già esistenti.

Nel bonus sono comprese anche le recinzioni, la costruzione di pozzi, la realizzazione di impianti d’irrigazione, i giardini pensili e le coperture a verde.

Parte integrante del  Bonus Casa, che la Legge di Bilancio ha prorogato anche per l’anno 2021, questa agevolazione  comprende gli interventi straordinari che prevedono la sistemazione del verde ex-novo oppure il radicale  rinnovamento di strutture già in essere.

In tal modo è possibile rientrare delle spese sostenute, con una ripartizione della quota in 10 rate annuali del medesimo importo, fino a un limite di spesa di 5000 euro per ogni unità abitativa.

Pertanto la detrazione massima corrisponde a 1800 euro, che è appunto il 36% di 5000 euro.

Uffici e negozi non possono usufruire del bonus, che è riservato soltanto a immobili residenziali, con la possibilità di ottenere facilitazioni pari alla metà (18%), se adibiti promiscuamente a un’attività professionale oppure commerciale.

Nel Bonus Verde 2021 sono compresi anche gli stabili condominiali, sempre con una soglia massima di spese pari a 5000 euro per ciascuna unità immobiliare, tenendo conto che ogni condomino deve aver provveduto a saldare la propria quota entro i termini previsti per la denuncia dei redditi.

Anche opere portate a termine nell’anno 2020 possono venire rimborsate, a patto che il loro pagamento sia effettuato nel 2021.

Quali sono gli interventi ammessi e non ammessi dal Bonus Verde 2021

1. Gli interventi ammessi dal Bonus Verde 2021 sono i seguenti:

  • sistemazione del verde di aree scoperte private di edifici già esistenti;
  • riqualificazione di prati;
  • realizzazione di pozzi;
  • impianti di irrigazione di qualsiasi genere;
  • interventi di giardinaggio comprendenti estese potature e fornitura di piante, arbusti e alberi;
  • coperture di giardini pensili;
  • spese di progettazione.
  • Come si può intuire, si tratta di opere di manutenzione straordinaria, dato che quella ordinaria non è compresa dalle agevolazioni fiscali.

2. Le spese non detraibili dal Bonus Verde 2021 sono le seguenti:

  • interventi non modificativi sul verde (come appunto quelli periodici di manutenzione ordinaria);
  • acquisto di attrezzi per il giardinaggio, come taglia-erba, pale, picconi eccetera;
  • interventi in economia che prevedono l’acquisto dei materiali da parte del proprietario.

Come procedere per ottenere il Bonus Verde 2021

Per avere diritto al rimborso delle spese effettuate, il contribuente deve innanzi tutto dimostrare di averle effettivamente sostenute, utilizzando una modalità di pagamento tracciabile, come bonifico bancario, bonifico postale, carta di credito, bancomat oppure assegno non trasferibile, mai contanti.

Inoltre l’Agenzia delle Entrate deve avere la possibilità di controllare l’effettiva situazione degli esborsi sostenuti, mediante l’acquisizione di fatture, ricevute, copie dei pagamenti oppure degli estratti ricavati dal conto corrente utilizzato.

Una volta in possesso di tali documentazioni, il proprietario dell’immobile che desidera sfruttare il Bonus Verde, deve presentarle all’Agenzia delle Entrate insieme ai suoi dati anagrafici e a quelli relativi allo stabile in questione, avendo cura che siano aggiornati dal punto di vista catastale.

Per avere la certezza di procedere in maniera corretta, è sempre consigliabile chiedere un parere al commercialista oppure a un’agenzia immobiliare di fiducia, che di solito può contare sulla consulenza di professionisti competenti in questo settore.

Quali documentazioni devono essere conservate dal contribuente

Per essere in regola con il Fisco, il contribuente che ha richiesto le agevolazioni offerte dalla Legge di Bilancio 2021 è tenuto a conservare alcuni documenti, che sono:

  • tutte le fatture relative alle spese sostenute;
  • ricevute fiscali comprovanti il pagamento delle spese;
  • documentazione delle spese effettuate riportante il codice fiscale del beneficiario;
  • dettagliata descrizione degli interventi realizzati nell’area verde, che consente la loro riconducibilità al Bonus;
  • documentazione dei pagamenti eseguiti nell’anno 2021;
  • autocertificazione comprovante che l’ammontare delle spese non supera il limite massimo consentito di 5000 euro;
  • dichiarazione autografa dell’amministratore di condominio (qualora la proprietà non sia indipendente), che confermi l’adempimento degli obblighi previsti dalle normative attualmente vigenti;
  • dichiarazione dell’amministratore che conferma l’entità dell’esborso sostenuto dal condomino richiedente le agevolazioni fiscali;
  • soltanto per stabili con meno di 8 unità condominiali: autocertificazione sulla natura dei lavori eseguiti;
  • dati catastali aggiornati delle singole unità immobiliari.

Bisogna ricordare che il Bonus Verde 2021 si riferisce all’immobile e non alla persona che lo possiede, e che pertanto è possibile sommare più detrazioni, qualora il referente disponga di più proprietà.

Vantaggi offerti dal Bonus Verde 2021

I vantaggi offerti dal Bonus Verde 2021 sono numerosi, soprattutto tenendo conto della clausola che non riferisce le detrazioni alla persona, ma all’immobile e che quindi sono cumulabili.

Inoltre le agevolazioni fiscali sono applicabili anche agli stabili condominiali, con un beneficio per tutti i proprietari di beni condivisi.

Nel Bonus sono comprese poi le aree di verde collegate a giardini di interesse storico, relative quindi a palazzi di pregio architettonico, spesso situati nei centri urbani.

Ville, villette a schiera, condomini di tutte le dimensioni (a partire da quelli con sole 8 unità abitative) e palazzi di pregio sono tutti edifici che possono beneficiare dei bonus fiscali per la riqualificazione del verde.

La normativa, che autorizza la sistemazione a verde ex-novo oppure il rinnovamento radicale di aree esistenti, si conferma una vantaggiosa opportunità per chi desidera migliorare le condizioni abitative di proprietà immobiliari.

Il verde costituisce infatti una risorsa fondamentale non soltanto dal punto di vista estetico, ma anche per il miglioramento delle condizioni ambientali.

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Bonus idrico: l’incentivo per ridurre i consumi di acqua in casa

Marzo 2, 2021 da Marco Farinella Lascia un commento

Negli ultimi tempi si parla sempre di più di risparmio energetico. Come ben saprai, a causa delle condizioni critiche in cui versa il pianeta, è quanto mai opportuno cercare di attuare tanti piccoli stratagemmi per cercare di arginare, laddove possibile, i danni causati da anni di soprusi alla terra.

Sono tante, infatti, le aziende che hanno deciso di tentare un approccio plastic free, cercando dunque di eliminare quanto più possibile l’uso della plastica che è diventato un dramma; come se ciò non bastasse, il Governo ha istituito numerosi incentivi per poter spingere il popolo a consumare di meno, cercando così di salvaguardare il benessere di tutti e dell’ambiente.

Tra i vari incentivi proposti vi è anche quello per cercare di ridurre quanto più possibile i consumi d’acqua in casa: vale la pena, quindi, capire quali siano le logiche che regolano questi incentivi e quale sia l’iter per poterne beneficiare, dando così il proprio contributo.

Perché ridurre i consumi d’acqua è così importante?

Se provi a fare un attimo mente locale, ti renderai sicuramente conto del fatto che l’acqua è un elemento che utilizzi ogni giorno: sia che tu debba lavarti, o che tu debba cucinare un piatto di basta, la quasi totalità della gestione della tua casa passa attraverso l’acqua.

Posta in essere siffatta premessa, dunque, è pacifico affermare che sia doveroso cercare di capire come intervenire per poter limitare quanto più possibile il consumo dell’acqua: la prima cosa che puoi fare ad, esempio, è chiudere l’acqua mentre lavi i denti, oppure semplicemente evitare di fare docce troppo lunghe che comportano lo spreco di quantità ingenti d’acqua.

Tuttavia, è bene che tu sappia che il Governo ha messo a disposizione vari incentivi per aiutare la popolazione a cambiare approccio: vale la pena analizzarli e capire quali siano, così da poter comprendere quale sia effettivamente l’iter da seguire per ottenere gli incentivi.

In cosa consiste il Bonus risparmio idrico?

Il Bonus risparmio idrico ha come scopo principale quello di abbattere notevolmente gli sprechi relativi all’acqua.

Tale bonus consiste sostanzialmente in 1.000 euro, che potranno essere utilizzati per l’acquisto di vari oggetti come rubinetti, soffioni o colonne doccia.

Il mercato è in continua evoluzione, ragione per cui munirsi di rubinetteria appositamente progettata per poter abbattere i consumi è di fondamentale importanza. Al giorno d’oggi, infatti, tutti questi articoli vengono prodotti tenendo in considerazione soprattutto il concetto di risparmio idrico, andando così ad evitare che si consumino litri inutili d’acqua durante il disbrigo delle faccende quotidiane.

Da un punto di vista più specifico attraverso questo Bonus di 1000 euro è possibile richiedere anche la sostituzione del vaso sanitario (vale a dire il wc), potendo quindi acquistarne uno che non consumi più di 6 litri durante ogni fase di scarico dell’acqua, comportando ulteriore risparmio.

Bonus idrico: cos’altro riguarda l’incentivo governativo?

L’incentivo governativo non riguarda solo il semplice acquisto della rubinetteria, vale a dire di tutti quegli elementi per far sì che un bagno possa prendere vita.

Nello specifico, infatti, questo Bonus riguarda anche la manodopera: ciò significa, quindi, che una volta proceduto con l’acquisto di quanto si desidera, il Bonus coprirà anche la manodopera necessaria per procedere all’installazione della rubinetteria, coprendo così al 100% tutta quella che è la fase di cambiamento necessaria.

Come avrai sicuramente intuito, quando si cambiano i sanitari bisogna provvedere anche al loro relativo smaltimento: solo in questo modo, infatti, non si produrranno rifiuti. Attraverso il Bonus governativo, i professionisti cui farai affidamento si assicureranno anche di smaltire i sanitari dismessi, il tutto senza costi aggiunti poiché tutto compreso all’interno del Bonus idrico promosso dal governo italiano.

Come richiedere il Bonus idrico?

Sicuramente, dopo aver compreso tutti quelli che sono i vantaggi che tale Bonus comporta, vorrai capire quale sia l’iter da seguire per poterlo ottenere.

Tuttavia, in merito non si hanno ancora delle indicazioni precise: il Governo, infatti, non ha ancora dato tutte le istruzioni necessarie per poter porre in essere una formale richiesta.

Il sito dell’Agenzia delle Entrate ha però informato che ulteriori dettagli verranno resi noti da un apposito decreto del Ministero dell’Ambiente entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di bilancio del 2021, ragion per cui non resta che attendere ulteriori direttive da parte del Governo, il quale con largo anticipo darà tutte le informazioni necessarie per poter procedere con la richiesta.

Ora che hai le idee più chiare, è bene soffermarsi su quelle che sono i numeri relativi agli sprechi d’acqua, cosicché tu possa capire bene quali sono le condizioni attuali.

Bonus idrico: c’è un effettivo risparmio?

Se ti stai chiedendo se sia davvero conveniente richiedere il Bonus idrico, la risposta è assolutamente sì.

Negli ultimi anni si stanno registrando una serie di sprechi via via sempre più alti, tanto da rendere la situazione attuale decisamente critica. Grazie a questo incentivo proposto dal Governo, però, è altamente probabile che le cose comincino a cambiare, complice anche una coscienza civile che sta nascendo sempre più forte in tutte le persone che hanno deciso di capire quali sono i problemi del mondo.

La maggior parte dei consumi è dettata dallo sciacquone del wc: si parla, infatti, di una cifra che si aggira indicativamente intorno ai 250 litri d’acqua al giorno; dato che ci sono circa 57 milioni di vasi attualmente in esercizio, facendo un rapido calcolo si può giungere alla conclusione che ogni giorno si sprecano circa 1.5 miliardi di metri cubi d’acqua, per un valore economico pari a 2,5 miliardi d’euro all’anno. Ma perché cambiare?

Ecco perché cambiare con il Bonus idrico

Cambiare è ormai necessario ed obbligatorio se si vuole avere una minima speranza di cambiare le cose.

Oltre ai soldi necessari per il mutuo, è bene che tu sappia che utilizzi gran parte delle tue finanze proprio per pagare gli ingenti sprechi d’acqua.

Se tutti i sanitari venissero adeguatamente sostituiti da modelli più nuovi e più performanti, si avrebbe un risparmio di circa 400 milioni di metri cubi all’anno, che tradotto in denaro si parla di poco più di 650 milioni di euro.

Tutti questi soldi che derivano dal risparmio idrico andrebbero ai cittadini, i quali potrebbero utilizzarli per poter continuare ad utilizzare un approccio più green e più ecosostenibile.

A questo punto, dunque, non ti resta che aspettare che il Governo dia maggiori informazioni in merito, cosicché tu possa cominciare a fare una formale richiesta all’Ente di competenza per poter ammodernare il tuo bagno, dando così anche tu il contributo fondamentale poter cambiare finalmente le cose drasticamente.

In definitiva, quindi, contrariamente a quanto tu possa pensare l’acqua gioca un ruolo di fondamentale importanza nell’ambito di una casa: tuttavia, è anche vero che la maggior parte degli sprechi passano proprio attraverso l’uso improprio che talvolta si fa dell’acqua.

Grazie al Bonus idrico, però, potrai avere l’occasione unica di cambiare il tuo bagno, potendo di conseguenza diminuire in maniera concreta tutti quelli che sono gli sprechi e i consumi giornalieri inutili d’acqua potabile.

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